Proprio perchè un inizio è sempre un inizio..ho deciso di cominciare la mia blogghesca avventura narrando un'altra traumatica iniziazione.La scuola.
Il mio primitivo giorno di scuola, la mia sovrana madre aveva legato il mio castan capello in un discreto laccino rosa e introdottomi un immacolato grembiulino fornito di tasche larghe come due conche alpestri che mi copriva le ginocchia e metteva in evidenza i miei già precocemente longilinei e ambigui piedi intrappolati in scarpine di pelle lucida nera spazzolate con cura per l’occasione. Autoconvinta del fatto che i miei bei procreatori mi stessero allegramente portando a trascorrere come sempre una mattinata solitaria a contare pigne cascate dagli alberoni della '' lizza''e a rincorrere pastori maremmani intimoriti dal mio vivace infantile estro sebbene Lucia Mondella (così denominerò la signora madre) mi avesse due o tre serate prima spiegato portando le nere sopracciglione molto più in alto di quanto i miei giovani occhi erano avvezzi ad osservare, paventante la mia reazione di piccola bambina dittatrice e tiranna , per i primi 40 minuti ,non mi agitai più del dovuto scaccolandomi allegramente per le vie cittadine. Il primo turbamento attraversò il mio collo magrolino nel momento in cui il mio incubo peggiore andava procedendo verso di me: una moltitudine di coetanei per mano ai propri iniziatori e per di più tutti rivestiti in egual modo ,distinti solo da un inchiostrante nero e uno svenevole bianco confetto cresimale come tanti ragnini e tante palle di naftalina sorridevano allegri e ignari e quel che è peggio………comunicavano tra loro. Sebbene i miei vispi piedi si dimenassero invano in una inutile e triste retromarcia ,fui anche io,fiera e prode nel mio umiliante paragrembo trasportata verso il portone di piazza S. Francesco ove altri individui ancor più bizzarri , omuncoli baffuti e grinzosi dalle manine secche e intirizzite come grissini mulino bianco raffermi imbozzolati in candidi involucri mi incitavano maligni a prender posto in un’angusta stanza dalle pareti color crema deteriorata ,piena di tavolini mignon verde oliva (solo in età più adulta avrei capito di aver trascorso ben cinque anni della mia esistenza in compagnia di suorine maligne ) . In quel momento capii ..spostando con la mano prensile destrorsa il riportino castano (ritrosa in piena fronte) che non sareii più stata una donna libera.Presi posto accanto a una fanciulla dalla testa voluminosa come un porcospino macrocefalo sottoposto a una permanente e,triste.. mi scaccolai un’ultima volta ..rivolgendo dimessa lo sguardo verso sinistra .